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feb 09

Open Source, Open Mind – Idea progettuale di Michele Lanzo [Pisa]

La crescita continua della diffusione di applicativi e sistemi Open Source è un dato di fatto. Parlare di Linux non è più argomento esclusivamente da nerd (anzi, la stessa parola “nerd” è entrata nell’uso comune…) e la fetta di utenti di Internet Explorer è ormai prossima a scendere sotto il 50% del totale dei navigatori per merito di Firefox e del recente Chrome, così come di altri progetti in parte o del tutto open. Anche alcune amministrazioni si sono mosse in questa direzione, spinte dalle prospettive di risparmio economico su licenze e aggiornamenti, e, come nel caso della Toscana, da valutazioni logistiche sui rischi dell’utilizzo di formati proprietari per i documenti pubblici.

Parallelamente, in questi ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria esplosione delle “nuove tecnologie”, racchiudendo sotto questa definizione tutto ciò che va dal web 2.0 (social network, web app, (micro)blogging…) agli smartphone, passando per tablet, netbook e wi-fi liberi.

Due fenomeni certamente legati almeno sul versante software, dove moltissimi applicativi sono nati come progetti con codice libero sviluppati dalla comunità degli utenti (basta pensare ai principali CMS che gestiscono blog e forum o al sistema operativo Android, basato su kernel Linux).

Parlare però di una vera e propria consapevolezza è forse prematuro, specie in un paese in cui l’approccio all’oggetto tecnologico oscilla ancora tra il gingillo di lusso e il totem misterioso.

La peer education è forse lo strumento migliore per introdurre nuove prospettive di utilizzo del mezzo informatico, dove la sperimentazione sul campo è sicuramente la strada migliore per apprendere e avvicinarsi a un’ottica produttiva.

Linux e l’Open Source in generale, oltre che strumenti importanti da conoscere per facilitare e migliorare la vita elettronica, sono ottime chiavi d’accesso per esplorare le possibilità delle nuove tecnologie: laboratori che partano dall’idea di trovare “equivalenti funzionali” per l’uso quotidiano del computer possono sfociare facilmente in microprogetti che insegnino a sfruttare appieno gli strumenti a disposizione.

Le lezioni tematiche presentate sono per questo modulari, elastiche e interconnesse (un po’ come dei mattoncini di un ipotetico Lego 2.0), mai del tutto frontali e il più possibile impostate come scambio di conoscenze e laboratorio, in puro spirito peer. Video, clip audio, slide, esercizi ed esperimenti saranno usati smodatamente.

Tutto, ovviamente, adattabile alle esigenze del progetto formativo finale ed alle capacità del gruppo.

Open Che?

  • Tutto il software open source che non sapevi di avere
  • Codice “libero”: la filosofia è anche qui
  • Cosa posso usare per…?

Moduli introduttivi mirati a creare una prima consapevolezza di cosa sia il software libero e a fare breccia nelle eventuali diffidenze; elementi di riflessione sull’”ecologia” informatica (“cosa ci faccio davvero con il computer e di cosa ho bisogno per farlo?”); ricerca di primi equivalenti funzionali (software libero per l’uso quotidiano) in ambiente Windows e Mac.

Ok, ma non cancellarmi i film!

  • Linux non è un sistema operativo (!)
  • Una prima chance: le distribuzioni live
  • Installazione base di un sistema dual boot
  • Il gestore di pacchetti (già, cos’è un pacchetto?)
  • Cosa posso usare per…?

Primo approccio a Linux tramite distribuzioni live per toccare con mano il nuovo ambiente; teoria e pratiche di avvicinamento per chi è totalmente nuovo, un po’ di sperimentazione per chi ha già un po’ di esperienza; semplice installazione affiancata a Windows o OS X; programmi di uso quotidiano.

La messa a punto

  • Gli ambienti desktop
  • Fine tuning del sistema
  • Di quel che c’è, non manca nulla

Temi avanzati: diversi gestori di finestre e ambienti desktop, configurazione del sistema, driver audio e video e risoluzione problemi più comuni, ottimizzazione delle risorse, Gentoo.

Nuove tecnologie VS Buone Idee

  • Non è detto che sia interessante…
  • Cosa dire, a chi dirlo, come farlo
  • Migliaia di foto o 140 caratteri?
  • Fare un video (decente)

Moduli mirati all’utilizzo consapevole degli strumenti web 2.0 tramite applicativi Open Source; cenni di giornalismo online, diversità dei mezzi di comunicazione; dare un senso ai social network per la comunicazione di idee; l’idea di un video blog, montaggio online su YouTube.

L’Animale Simbolico

  • Creative Commons, perchè la SIAE non è un obbligo
  • Da YouTube a KDEnlive
  • Non solo photoshop: The GIMP e Krita
  • L’audacia e l’ardore (Audacity e Ardour2)
  • Tenere un blog (interessante)
  • Dove pubblicare

Creazione e editing di immagini, video e musica con programmi liberi; ottimizzazione delle risorse e delle energie (non serve Premiere per montare un video girato con la webcam); produzione di testi e gestione in un blog (wordpress e drupal); piattaforme di distribuzione di prodotti multimediali e licenze CC.

 

 

 

1 commento

  1. Alessandro

    Veramente un bel progetto, vedo persone che usano il pc con software a pagamento(magari taroccato) solo perchè non conoscono alternative, anche la pubblica amministrazione dovrebbe aprire gli occhi, ci sono degli esempi isolati, ma ancora troppo pochi.
    Comunque io ci credo, avanti così!

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